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Il purceddu di Alcamo

Il purceddu di Alcamo, il cartucciaru di Paceco e il tondo bianco di Fulgatore sono anche chiamati meloni d'inverno perché si possono consumare fino a Natale e oltre.

La pratica più comune sul nostro territorio è sempre stata quella di conservarli

appendendoli su balconi e terrazze.

Il purceddu di Alcamo (purceddu per la forma che ricorda un maialino) viene coltivato ad Alcamo, Camporeale, Roccamena, San Giuseppe Iato.

Lo storico Diodoro Siculo lo cita già nel IV sec. a.c.

Rappresenta da sempre un'ottima riserva di frutta fresca per le popolazioni locali nei mesi invernali.

Si raccoglie "greste" cioè acerbo e col tempo la sua polpa diventa sempre più dolce,

grazie alla progressiva concentrazione di zuccheri.

Viene usato come frutto da tavola, ma anche per la produzione di gelati e granite.

Da moltissimi anni questi meloni vengono acquistati a pochi soldi da grossisti campani, che li rivendono nella zona di Napoli, spacciandoli nella maggior parte dei casi per meloni campani.

Alcuni agricoltori, soprattutto della zona di Alcamo, si sono riuniti in un Presidio per cercare di avviare una commercializzazione autonoma e alcuni produttori hanno fondato un'associazione e hanno trovato i locali dove immagazzinare e far maturare i meloni affinando tra l'altro la tecnica di maturazione.

Referente dei produttori del Presidio: Nunzio Bastone, tel. +39 320 0424930 nunzio.Bastone@donrizzo.bcc.it

Il purceddu di Alcamo è un presidio Slow Food:

http://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/melone-purceddu-di-alcamo/

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