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La fava larga di Leonforte

In passato la fava veniva usata come pianta migliorativa attraverso un metodo efficace e naturale: il sovescio. In sostanza si coltiva un vegetale non per ottenerne cibo o altri prodotti derivati ma per interrarlo e concimare così la terra per la coltura successiva.

La fava, in particolare, arricchisce il terreno di azoto.

Come cibo è un'importante fonte di sali minerali e proteine.

Veniva definita "la carne dei poveri" ed ha realmente sostituito la carne nelle tavole di moltissime persone che non potevano permettersi di acquistarla o quando non vi era possibilità di reperirla.

Inoltre nelle fave fresche è presente un aminoacido chiamato L-dopa che pare abbia la proprietà di alzare la concentrazione di dopamina nel cervello.

Il che la renderebbe anche un antidepressivo naturale

La fava larga di Leonforte (località in provincia di Enna) viene utilizzata sia fresca che essiccata ed ha un seme dalle grandi dimensioni. Il seme più grande tra le varietà italiane, a quanto pare.

La sua coltivazione è ancora completamente manuale.

Sono poco faninose, si cuociono facilmente (a Leonforte dicono che sono cucivuli) e non necessitano di un lungo ammollo pre-cottura.

LA fava larga di Leonforte è un presidio Slow Food:

http://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/fava-larga-di-leonforte/

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