Il Castello dei Conti di Modica

Secondo la critica moderna, il castelli dei Conti di Modica non fu costruito contemporaneamente a quello esistente sul Monte Bonifato, come invece affermarono il dottor De Blasi e il dottor Bambina, storici alcamesi. Si hanno due date certe: il 1340 e il 1359, la prima indica che il castello non esisteva, la seconda segnala la presenza del castello, quindi si deduce che sia stato costruito durante questo ventennio.

Lo storico prof. F. M. Mirabella attribuisce il castello ai fratelli Chiaramonte; secondo lo storico P.M Rocca fu costruito sotto Raimondo Peralta, perchè nello stemma posto su una torre circolare del castello si nota lo stemma del Peralta. Secondo monsignor Regina, fu costruito nell'anno 1350, sotto i fratelli Enrico e Federico Chiaramonte, che avevano tolto Alcamo a Guglielmo II Peralta.

Ai fratelli Chiaramonte successero come Signori di Alcamo Francesco II Ventimiglia, chiamato Guarniero dagli Alcamesi e il figlio Enrico. Deciso ad eliminare l'eccessivo potere dei Baroni, il re Martino eliminò il feudatario Enrico Ventimiglia concedendo ad Alcamo la demanialità; purtroppo la libertà degli Alcamesi durò solo 9 anni!

Nel 1410 il castello entrò in possesso del terribile Bernardo Caprera, che per anni perseguitò Bianca di Navarra, seconda moglie del re di Sicilia con lo scopo di sposarla per realizzare il sogno di diventare re dell'isola.

Quando fu eletto re di Sicilia ferdinando di Castiglia, gli abitanti di Alcamo ottennero la demanialità.

Nel 1445 il re Alfonso il Magnanimo restituì il castello di Alcamo a Violante de Prades ed a Bernardo Caprera, suo sposo. Dopo 11 anni il Caprera, per pagare un debito al re, vendette Alcamo, il Castello di monte Bonifato e il caricatore dei Canalotti a Giovan Matteo e Pietro Speciale, figlio del vicerè di Sicilia.

Nel 1484 Anna I di Caprera, sposata con Federico Enriquez d'Aragona, riscattò il castello e la terra di Alcamo.

Alcamo sotto questi Conti non subì nessuna angheria fiscale. Il conte Federico, ritornato in Spagna come Governatore della Castiglia, lasciò Alcamo ai nipoti Luigi I Enriquez d'Aragona e Anna II di Caprera.

Costoro nel 1535 ospitarono Carlo V, che ritornava vittorioso da Tunisi.

A Luigi I, conte di Modica, successe il figlio Luigi II, che si dimostrò molto comprensivo verso gli Alcamesi che non potevano pagare le tasse.

Alla morte di Luigi II il potere passò al primogenito Luigi III, che sposò la figlia del vicerè di Sicilia, Vittoria Colonna. Alla morte di Luigi III, gli successe il figlio di 3 anni Giovanni Alfonso Enriquez, che rimase sotto la tutela della madre.

Con il trattato di Utrecht del 1730 la Sicilia venne assegnata a Vittorio Amedeo II che ne divenne re. Durante il regno di Vittorio, Alcamo con la Contea di Modica e di Calatafimi restò a Filippo V di Spagna.

Nel periodo compreso tra il 1718 e il 1719 la Sicilia fu occupata dagli eserciti spagnoli e austriaci che saccheggiarono l'isola.

Con la pace di Vienna nel 1738 la Sicilia fu data a Carlo III di Borbone; il castello di Alcamo rimase nelle mani di Pasquale Enriquez di Caprera a cui successe nel 1739 la sorella Maria, poichè il Duca non aveva avuto figli. Morta la sorella Maria, monaca carmelitana, le successe la nipote Maria Teresa Alvarez Toledo, il figlio Ferdinando sarà il penultimo signore di Alcamo.

Nel 1818 MAria II Sylva Mendoza donò il castello al Comune in enfiteusi per un canone annuo di once 185.

Il 1812 segnò la caduta del feudo e l'inizio della libertà del Comune.

Per il lungo periodo feudale, gli Alcamesi furono sottoposti ad un governo tirannico, perchè i feudatari imponevano tasse esose che non permettevano una sopravvivenza civile agli abitanti, per lo più poveri...

Tratto da: Alcamo, L'architettura

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